Esplosioni di gas nelle case, Assoedilizia: i rimedi per fermare questo bollettino di guerra

colomboclericiIl 6 gennaio una palazzina è esplosa a Padova per una fuga di gas. Nove giorni fa si è verificata un’esplosione in una palazzina a Calusco d’Adda, oggi in via Galati a Roma. Sono troppo frequenti questi casi che dimostrano la pericolosità del gas (metano in particolare). E’ quasi un bollettino di  guerra. Ma è possibile che ciò continui ad avvenire, negli anni Duemila ed in un Paese moderno?«C’è molta incoerenza nelle norme di sicurezza che regolano le modalità di uso domestico del gas – commenta il presidente di Assoedilizia Achille Colombo Clerici -. Emblematica è la storia del metano: il “pubblico” fornisce ai cittadini una materia altamente deflagrante. In questo quadro, si potrebbe pensare che il pubblico (legislatore, governo, enti pubblici) debba assumersi l’onere di tutelare la sicurezza dei cittadini, ma ciò non avviene in modo integrale; non si stabilisce che gli enti erogatori eseguano, sotto la loro responsabilità, i relativi controlli di regolarità dell’uso e di applicazione di tutte le misure di sicurezza entro e all’esterno delle abitazioni interrompendo l’erogazione in caso di anomalie; non si dispone per una assicurazione sociale che risponda, in termini di primo rischio assoluto e con copertura del cento per cento,  sul piano, non solo della responsabilità civile, ma anche del costo di ricostruzione dell’immobile. Ci si dimentica che non ci troviamo di fronte ad una calamità naturale ineluttabile, come fosse un terremoto od una inondazione, generata dalle forze della natura; ma ad un fatto causato da azioni umane (private e pubbliche) combinate a norme di legge lacunose o distorte».
Analoghe considerazioni valgono anche per le bombole di gpl. Anche in questo caso, ad esempio, non viene prevista l’adozione di un sistema di bloccaggio dell’erogazione qualora l’area del locale nel quale è situata la bombola venga saturata dal gas. Tornando al metano, il più diffuso, i controlli della rete di distribuzione a monte del contatore sono a carico dell’ente erogatore che li effettua sotto la sua responsabilità, anche ai fini della responsabilità civile (se qualcosa non va, dovrebbe bloccare subito la erogazione). A valle dei contatori (cioè nelle abitazioni) i controlli sono a carico dell’ASL che fa quello che può e poi non è responsabilizzata, sul piano della responsabilità civile, in caso di sinistro.
Si dispone che i fornelli delle cucine non possano essere venduti, se non sono dotati del dispositivo della valvola termostatica, che impedisce la fuoriuscita del gas in caso di spegnimento della fiamma; e poi si permette che in milioni di case continuino ad usarsi vecchi fornelli che ne sono privi. Non viene disposta l’installazione obbligatoria, all’interno delle abitazioni, di apparecchiature che interrompano automaticamente l’erogazione del gas, o diano l’allarme in caso di perdite dell’impianto.
Gli apparecchi domestici andrebbero “blindati” ad evitare manomissioni da parte di chi vuol far un uso improprio di questa sostanza altamente pericolosa (ad esempio per tentativi di suicidio o per minacciare e compiere ritorsioni).
Il tutto sotto la responsabilità degli enti erogatori che dovrebbero,in presenza di difetti, interrompere immediatamente la fornitura del gas.
Per contenere se non eliminare il fenomeno Assoedilizia, oltre alle misure di sicurezza suesposte, propone che venga incentivato l’utilizzo di cucine, scaldabagni e impianti di riscaldamento elettrici attraverso: agevolazioni per chi opera la trasformazione da alimentazione a gas ad elettricità, simili a quelle per il contenimento energetico (contributi delle amministrazioni locali all’installazione e detrazione delle spese in più anni dall’Irpef); obbligatorietà della trasformazione per cittadini con età superiore ai 65 anni e per chi ha rivelato problemi psichici; per i meno abbienti, tariffe elettriche agevolate, incrementando quanto già previsto oggi dalla legge”.
“Inoltre – conclude Colombo Clerici – per ovviare almeno alle conseguenze economiche degli scoppi del gas Assoedilizia ha propiziato una polizza assicurativa “sociale” a costo bassissimo”.

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