Salute, in aumento i fumatori tra le donne e tra i giovanissimi. La Lilt invita a non abbassare la guardia contro il tabagismo

Sono trascorsi ormai dieci anni dall’entrata in vigore della legge Sirchia che ha rivoluzionato i costumi italiani, vietando il fumo nei luoghi chiusi e in quelli di lavoro, eppure sono ancora tante le persone che non riescono a rinunciare alle sigarette. Stando ai dati forniti dall’Istat, la legge Sirchia ha contribuito ad abbassare la prevalenza dei fumatori nel nostro Paese, passata dal 23,8 per cento al 19,5. In calo anche la vendita dei prodotti del tabacco, scesa circa del 25 per cento. Dati incoraggianti, ma non ancora sufficienti per abbassare la guardia, come ha sottolineato il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, affermando la necessità di introdurre nuovi divieti per dare nuovo vigore alla lotta contro il fumo. Nelle intenzioni del Ministro ci sarebbe anche il proposito di vietare tabacco e sigarette nei parchi pubblici, negli stadi e nelle spiagge attrezzate. Ma non solo. In arrivo multe e sanzioni per chi fuma in un’auto con a bordo dei bambini e anche per film e serie tv nazionali, dove le bionde vengono accese in un numero eccessivo di scene.
“Non posso che condividere le parole del ministro Lorenzin – ha affermato il prof. Marco Alloisio, nuovo presidente della Lega Italiana per la lotta contro i tumori di Milano -. La Lilt è da sempre impegnata in prima linea nella lotta contro il tabagismo, considerando che ogni anno solo in Italia i decessi stimati attribuiti alle patologie fumo sono circa 70mila. E’ dagli anni Settanta che Lilt, attraverso la promozione di un corretto stile di vita per la prevenzione delle malattie tumorali, porta avanti la propria battaglia contro il fumo. Una battaglia che viene condotta quotidianamente attraverso campagne di sensibilizzazione rivolte alla popolazione e promosse anche nelle scuole, nei comuni e nelle aziende per cercare di educare alla salute, soprattutto le generazioni future. La lotta alle sigarette si combatte infatti anche nei Centri Antifumo della Lilt, dove i nostri esperti sono a disposizione di coloro che vogliono intraprendere un percorso, individuale o collettivo, per abbandonare il vizio delle sigarette. Il fumo fa male e di questo dobbiamo essere consapevoli”.
Notizie scoraggianti arrivano anche dal versante giovanile e da quello femminile. Le ultime statistiche mostrano come negli anni ci sia stato un incremento notevole dei fumatori tra le donne e tra i giovanissimi. La prima sigaretta verrebbe oggi accesa tra gli 11 e i 12 anni. A questo proposito Lilt è nelle scuole ormai da molti anni con specifiche campagne contro il fumo che ogni anno coinvolgono migliaia di studenti.

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