Giovedì 27 novembre intitolazione del giardino sestese di via Risorgimento a Padre Giampiero Recalcati

Padre GiampietroSi terrà giovedì 27 novembre, alle 15,30, a Sesto San Giovanni la cerimonia di intitolazione del giardino di via Risorgimento angolo via F.lli Bandiera a Padre Giampiero Recalcati, missionario cappuccino e Fondatore della Congregazione delle Suore Missionarie Cappuccine.
Padre Recalcati è nato a Sesto San Giovanni nel 1868 ed è deceduto nel 1913 a Fortaleza in Brasile.
Nel 1997 è stato avviato il processo di beatificazione e nello stesso anno la Santa Sede ha concesso il nulla osta per l’avvio del processo diocesano sulla vita e le virtù di Padre Giampietro Recalcati.
La Giunta comunale di Sesto San Giovanni ha deciso l’intitolazione con delibera n.19 del 28 gennaio 2014.
Ma chi era padre Recalcati prima di prendere i voti? Giampietro, al secolo Clemente Recalcati, nacque e fu battezzato il 9 settembre 1868 a Sesto San Giovanni, nella chiesa di Santo Stefano, oggi chiesa dedicata a Maria Assunta. I suoi genitori, Carlo Recalcati e Giuditta Strada, erano poveri e umili, ma profondamente cristiani.
Clementino, fin da bambino esprimeva una particolare devozione alla Madre di Dio e al Santissimo Sacramento e nel suo cuore nutriva una profonda compassione per i più poveri. Neanche quattordicenne, fu accolto fra i fratini in Sovere. A quindici anni, il ministro provinciale dei padri cappuccini lo ammise al noviziato in Lovere e nell’anno seguente emise i voti religiosi con il nome di Giampietro. Nel 1889 si specializzò in psicologia a Bergamo ed emise la professione perpetua. Continuò a Milano gli studi di teologia. Divenne sacerdote e fu inviato a Sovere, come professore dei fratini.
Essere missionario fu il sogno di Giampietro fin da piccolo, sogno che crebbe e maturò con lui. Manifestò così ben presto ai superiori il desiderio di essere inviato nell’Amazzonia per evangelizzare gli Indios. Nel novembre 1894, salutò sua madre e i famigliari, salpando dal porto di Genova verso il Nord-Est del Brasile. Il 13 marzo 1901, accadde, nella missione a lui affidata, una vera catastrofe: furono uccisi tutti i frati e le suore che lavoravano nella Colonia indigena di Alto Alegre, insieme con duecento cristiani. In quel mare di dolore, la Provvidenza fece emergere un leader. Il Visitatore Generale dovette designare qualcuno che assumesse il destino della Missione e fu allora che padre Giampietro, nell’assumere il governo della Missione, si rivelò “un fratello fra i suoi fratelli” un intrepido figlio della Chiesa che sentiva nel suo cuore l’urgenza di fondare una nuova congregazione di religiose, possibilmente francescane cappuccine, per le opere sociali che la missione in precedenza aveva deciso di compiere sul territorio. Ben presto padre Recalcati si ricordò di alcune donne appartenenti all’Ordine Francescano Secolare (OFS) e di alcune catechiste dedite alla parrocchia nello stato del Canindé. Esse decisero di consacrarsi e servire nella carità i più poveri. Lasciarono la famiglia e la città per recarsi fino a Belem, dove, orientate dal Servo di Dio si prepararono per entrare nella vita religiosa. Attualmente la Congregazione delle Suore Missionarie Cappuccine, possiede fraternità dell’Alta Amazzonia fino a S.Paolo, così come in Equador e in Mozambico.
Nel 1912 fra Giampietro viene nominato di nuovo superiore della missione, assume sulle spalle una grande mole di lavoro e la sua salute ormai compromessa ne risentì: il 5 dicembre 1913 “placidamente si addormentò nel Signore”.

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