“Buona Scuola”, Unione Studenti di Sesto: non ci stiamo a questa finta consultazione

unione studenti buona scuolaDall’Unione Studenti di Sesto San Giovanni riceviamo e pubblichiamo

Oggi (sabato 12 ottobre, ndr) l’Unione degli Studenti è andata a un incontro che il Partito Democratico ha organizzato a Cinisello per presentare la “Buona Scuola”. Dell’incontro, a cui ha partecipato Simona Malpezzi (parlamentare PD della commissione Cultura, Scienze ed Istruzione), gli studenti non ne erano stati assolutamente informati e ne sono venuti a conoscenza unicamente per caso, dato che non è neppure stato pubblicizzato.
“Vogliamo scrivere il futuro della scuola insieme agli insegnanti, ai genitori ed agli studenti”, era scritto sulla presentazione dell’evento, ma noi non ci stiamo a questo finto ascolto e a questa finta consultazione. Credono di consultare gli studenti attraverso questi incontri di facciata, vuoti di ogni reale confronto con gli studenti! Noi non ci stiamo, rivendichiamo una reale partecipazione studentesca e continuiamo a chiedere il ritiro immediato delle linee guida della Buona Scuola. “La Buona Scuola rappresenta un perimetro”, ma noi non ci  stiamo ad accettare questi dettami posti dall’alto: non vogliamo i privati nelle scuole, non vogliamo la competitività esasperata all’interno delle scuole, e vogliamo invece un’istruzione pubblica, accessibile, laica e solidale.
“La consultazione online è a dir poco ridicola”, abbiamo detto in un intervento. Non accettiamo linee guida imposte, alle quali dovremmo sottostare, rispondendo con delle crocette e senza scrivere realmente i contenuti di una riforma della scuola che, ancora una volta, verrà nei fatti imposta agli studenti e alle studentesse.
L’on. Simona Malpezzi ha detto di considerare importante il ruole delle Consulte studentesche, ma non ha saputo spiegarci per quale motivo allora la ministra Giannini ha disertato l’incontro con i Presidenti di Consulta di tutta Italia. Noi la risposta la sappiamo: questo governo non vuole il dialogo ma vuole unicamente mettere in scena un teatrino che dia una parvenza di democraticità a un piano di riforma che prevede la sottomissione della Scuola ai privati, la definitiva affermazione delle logiche di Mercato all’interno dei luoghi della formazione e la trasformazione delle scuole in aziende volte nei fatti a produrre manodopera.
Noi non ci stiamo. Chiediamo un reale sistema di Diritto allo studio che permetta a tutti gli studenti e studentesse di poter studiare, chiediamo diritti per gli studenti in stage e non lasciare il sistema scuola-lavoro a un contratto tra la scuola e l’azienda, chiediamo l’abolizione dei finanziamenti alle scuole private paritari e lotteremo per una reale partecipazione studentesca nella creazione di una riforma complessiva del Sistema Istruzione e all’interno dei luoghi della formazione.

Unione degli Studenti Sesto San Giovanni

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