Emergenza casa, lettera aperta “alla politica” di un gruppo di cittadini sestesi

casa copia“Cara Politica,
La casa è una necessità primaria per tutti, ma molte famiglie sono in sofferenza per sfratti.
La crisi economica ha reso impossibile per tanti, tantissimi pagare le rate del mutuo o l’affitto del proprio appartamento. Ultima a Sesto San Giovanni, ma solo in ordine cronologico, è quella famiglia che in una sola notte ha perso tutto a causa di un incendio.Il vicesindaco Cagliani, interpellato da Il Giorno di domenica 21 settembre, dichiara di avere in coda (…) “una sfilza di nuclei famigliari a reddito zero, nessun alloggio a disposizione”.
Non fatichiamo a credergli, evidente che anche nel medio/lungo periodo la situazione abitativa non migliorerà!
Ci permettiamo di fare qualche considerazione e una domanda guardando l’esperienza degli occupanti della ex Alitalia che sta indicando una via per cercare di affrontare l’emergenza.
Il Residence Sociale “Aldo dice 26 x 1” continua a funzionare, sta diventando un vero e proprio presidio solidale per molti senza casa e senza lavoro e sta trattando con la proprietà dello stabile per ottenere la regolarizzazione per un uso temporaneo dello stabile. Almeno fino a quando non deciderà che farne.
Nello scorso aprile è stato presentato e approvato un ordine del giorno in consiglio comunale in cui veniva  detto di “Attivare urgentemente un tavolo sociale metropolitano, relativo alle politiche abitative e per il riutilizzo degli edifici dismessi”.
Immaginare che il Comune si faccia promotore e garante presso le proprietà di altri stabili, cercando convenzioni e favorendo situazioni simili che nascano completamente nella legalità è fantascienza?
Dobbiamo pensare alla riqualificazione e al recupero degli edifici esistenti al fine di affrontare l’emergenza abitativa attuale, che non sarà di breve durata, vista la crisi economica che ognuno di noi vive quotidianamente, dove le certezze stanno diventando incertezze.
Un caro saluto. Aspettiamo risposte”.

Maurizio Merlotti, Vito Carchia, Moreno Nossa, Serena Franciosi, Silvia Nicolini, Vilma Brogiolo, Claudio Zucchi, Nadia Cremascoli Bencich, Giorgio Floridi, Eraldo Tronconi, Mario Piromallo

 

Un quesito facile facile …

Carissimi, abbiamo pubblicato la vostra lettera aperta ma ci permetterete, anche per non fare solo da “passa carte”, di esprimerci sull’argomento. E’ bene che voi (e tutti i sestesi) sappiate quanto sta già succedendo da un po’ di tempo a questa parte.
Qualche anno fa la nostra Amministrazione comunale, insieme ad un Istituto bancario cittadino, sottoscrisse una convenzione per pregare tutti i proprietari di una casa sfitta, di segnalarlo a un apposito sportello creato dai due enti. Avrebbero pensato loro ad affittare l’alloggio a buon prezzo ai cittadini meno abbienti. Così infatti è avvenuto (e non stiamo parlando del palazzo ex-Alitalia), molti proprietari di appartamenti hanno segnalato la disponibilità al Comune che ha provveduto ad affittare gli appartamenti man mano che si rendevano disponibili.
Cari miei, sapete cosa è successo? Gli inquilini sono entrati in casa, a condizioni anche vantaggiose, ma in molti casi, dopo qualche mese si sono ben guardati dal corrispondere oneri di affitto e/o spese condominiali. Situazione che, in molti casi, prosegue ancora oggi.
E anche il Tribunale a cui si sono rivolti alcuni proprietari non ha poi accolto favorevolmente (per i proprietari) una morosità latente e dimostrata.
La convenzione, comunque, non c’è più e la garanzia promessa dal Comune è venuta meno.
Insomma, tutti se ne lavano le mani … Alcuni casi sono eclatanti: si arriva persino ad arretrati di centinaia di migliaia di euro che nessuno intende corrispondere.
Sarebbe questo, cari firmatari, il senso di giustizia a cui alludete?

La redazione

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