Sesto San Giovanni, stasera protesta per la casa in via Palermo

via palermo 1“Ogni casa vuota e sfitta è uno schiaffo in faccia a chi lavora per vivere e in questa crisi ha perso posto di lavoro e casa (perché non riesce a pagare gli affitti che rincarano o perché non riesce a pagare il mutuo).Il Comune, le Istituzioni, gli enti preposti continuano a ripetere che “le case non ci sono”: non è vero!
Ci sono centinaia di appartamenti, migliaia, sono chiusi, sfitti, sigillati. In questa città, molti di questi appartamenti sono nuovi di pacca e deperiscono solo perché nessuno li abita. Ma perché nessuno li abita?
Perché i grandi proprietari (non la famiglia che ha investito tutto su uno o due appartamenti, parliamo di gente che ha la proprietà di palazzi interi) preferiscono tenerli chiusi, non affittarli, per non compromettere il “mercato” (per non far scendere il prezzo degli affitti), questi “signori” hanno fatto affari, fanno affari e sperano di fare affari sulla pelle della gente che per campare deve lavorare, sulla gente che non può vivere di rendita, che non ha favori da farsi fare o non conosce “Santi in paradiso”.
I nomi di chi si è spartita Sesto San Giovanni a colpi di metri cubi di cemento li conosciamo tutti, fanno il paio con quelli che si sono spartiti la Lombardia e l’Italia (in certi casi sono le stesse persone).
Ma forse non tutti sanno che fra questi signori ci stanno pure ordini religiosi, curie, frati e preti, suore. Eh sì: mentre Papa Francesco tutti i giorni spende qualche buona parola per i poveri, i bisognosi, parla di solidarietà, dice che bisogna sostenere le famiglie, tanti rappresentanti degli ordini religiosi gestiscono come buoni ragionieri il patrimonio immobiliare che hanno a disposizione. Altro che “aiutare le famiglie bisognose”! Altro che “solidarietà con i poveri”! O hai i soldi o stai in strada, tu, la tua famiglia, i tuoi bambini.
In via Palermo, 1, a Sesto San Giovanni, il grande e bel palazzo che fa angolo con via Corridoni è di proprietà delle Suore Orsoline di Verona. A giugno avevamo interpellato le suore per proporre che gli appartamenti sfitti (che sono più di uno!) fossero affittati a canone sociale alle famiglie che ne hanno più bisogno. Dalle sorelle abbiamo avuto risposte evasive. Una famiglia di lavoratori che per vivere deve lavorare, in cui momentaneamente il lavoro manca come in tante famiglie di lavoratori, che aveva fatto la domanda alle sorelle per ottenere un affitto a prezzo sociale, sabato 6 settembre ha provato ad entrare in uno degli appartamenti sfitti per permettere ai bambini di dormire in un letto e fare la doccia in un bagno, per poterli preparare alla scuola materna e alla seconda media come tutti i bambini dovrebbero poter fare.
E’ stato triste vedere tanti abitati del palazzo avventarsi contro di loro, offendendoli e chiamando la Polizia. Ma questa tristezza ognuno la può capire guardando la società in cui viviamo, in cui è più importante, a volte, vivere come se in casa propria regnasse la pace, quando fuori dalla porta infuria la guerra non dichiarata contro i poveri. Ma non sono queste persone rispettabili che cercano di convincerci, in particolare la domenica e da un pulpito, che “dobbiamo amare i poveri”. Lo fanno preti e suore, frati e porporati.
Noi solidali con tutte le famiglie e le persone senza casa, con le migliaia di onesti lavoratori che si sono trovati da un giorno all’altro in mezzo a una strada, mossi dal principio che i poveri non esisterebbero se non esistessero i ricchi, ricchissimi, ingordi e menefreghisti, iniziamo oggi una mobilitazione permanente, creativa, pacifica e decisa che chiama in ballo direttamente le sorelle orsoline di Verona (che hanno tante proprietà, note e non, in tutta Italia): affinché si guardino bene dallo sporgere denuncia contro un padre di famiglia che cercava di dare un tetto ai suoi bambini e a sua moglie; affinché facciano la cosa giusta, ciò che devono fare, ciò che tutti si aspettano che facciano: accettino di affittare a canone sociale gli appartamenti sfitti di questo palazzo in via Palermo, 1 a Sesto San Giovanni.
Noi crediamo che lo possano fare. E’ una questione di volontà e, per loro, di coerenza morale, etica e religiosa.
Per quanto riguarda i rispettabili abitanti di questo palazzo, scopriranno che a fare la guerra fra poveri, che difendere i privilegi dei ricchi sperando che la propria tranquilla esistenza venga preservata in eterno, si finisce sempre per fare grandi figure di… meschine.
Chi ha paura di padri, madri e bambini si renderà conto che vogliono solo ciò a cui hanno diritto, una vita dignitosa. Come quella che essi pretendono per loro stessi. La casa è un diritto, non un miracolo!”. 

Comitato Popolare per la Qualità della Vita – Nord Milano

 

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