Pil giù, continua la recessione, Unione Artigiani: al governo chiediamo reazioni da conflitto, non panacee inutili e illusorie

pilL’Italia è stritolata nella morsa della recessione, o meglio, non ne è mai uscita. Più o meno questo il verdetto dell’Istat sull’andamento del Pil nel secondo trimestre: il prodotto cala ancora dello 0,2%. E siamo dunque a quota due trimestri consecutivi con il segno meno. Ma all’Unione Artigiani di Milano la notizia giunge attesa, più che un fulmine a cielo sereno.
“I dati diffusi stamane dall’Istat – commenta il segretario generale, Marco Accornero – certificano purtroppo una situazione vissuta quotidianamente dalle micro, piccole e medie imprese. Più che intravvedere spiragli di ripresa da oggi è evidente a tutti che occorre difenderci da una caduta inesorabile che ci ha portato ai livelli del 2000. 14 anni indietro: una macchina del tempo da film horror.”
Poche e semplici le ricette invocate per far fronte all’emergenza di un pil col segno meno.
“Occorre mettere mano immediatamente al taglio del cuneo fiscale che grava sulle imprese agendo in modo drastico, anche se doloroso e foriero di critiche, sulla spesa pubblica improduttiva. Snellimento dei carichi burocratici e diminuzione del costo del lavoro. Le riforme istituzionali sono importanti, ma ora il dramma della recessione è cosa certa e occorre agire subito sul fronte economico. Il Paese è in ginocchio e gli effetti dell’onda lunga recessiva si faranno sentire sugli artigiani e sulle famiglie come un cataclisma nei prossimi mesi e forse anche anni. Siamo all’anno zero, peggio che una guerra. Chiediamo reazioni da conflitto, non panacee inutili e illusorie.”
A preoccupare nella nuova fase di recessione (dall’inizio della crisi nel 2008) sono i tempi: potrebbe non chiudersi rapidamente, visto il contesto di rallentamento generale (Germania compresa).

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