Matteo Achilli, futuro miliardario italiano secondo la BBC. La piattaforma online Egomnia pronta al grande salto

achilli matteoLa BBC, il colosso radiotelevisivo tra i più prestigiosi e autorevoli del Regno Unito, ha inserito un giovane italiano nella prestigiosa vetrina denominata “The Next Billionaires” ovvero “I futuri miliardari” dedicandogli un documentario in uscita a metà agosto (qui un’anteprima http://www.bbc.com/news/business-28211811).Lui è Matteo Achilli, romano classe 1992. Studente di Economia Aziendale e Management all’Università Bocconi di Milano e fondatore e amministratore unico di Egomnia. Nel 2012, a soli vent’anni, Panorama Economy gli dedica la storia di copertina definendolo lo Zuckerberg Italiano.
Egomnia.com è una piattaforma online nata poco più di 24 mesi fa con l’obiettivo di aiutare le persone a trovare lavoro. Il sistema utilizza degli algoritmi per attribuire punteggi ai curricula degli iscritti, facilitando il lavoro dei recruiter. Molte sono le persone che hanno dato fiducia al progetto: quasi 300 mila iscritti solo in Italia e 700 aziende tra cui molte multinazionali.
Achilli ha iniziato a lavorare al progetto a 19 anni, durante l’ultimo anno di liceo: “Gli studenti – spiega – consultano i ranking delle università per una corretta scelta dell’ateneo, ho pensato di creare una classifica di persone per aiutare le aziende a trovare i migliori talenti”.
Nato da una normale famiglia nella periferia di Roma, Matteo ha investito poche migliaia di euro per realizzare la prima versione del sito coinvolgendo giovanissimi ragazzi italiani. All’inizio nessuno considerava veramente Matteo e il suo giovane e piccolo team, finché il sito non venne messo online nel marzo 2012, registrando un record di iscrizioni.
Non sono mancate le critiche. C’è chi ha ritenuto poco efficace l’idea dell’algoritmo e dell’attribuzione di un punteggio alle persone, chi ha attaccato la qualità della scrittura del codice del sito e chi ha attaccato la forte esposizione mediatica di Matteo. Molti sono invece le persone che hanno visto in Matteo un simbolo di speranza per l’Italia in grado di rendere grande nel mondo il Made in Italy anche nel settore informatico e di spronare la generazione di ventenni a non arrendersi mai, cercando di crearsi il proprio futuro. Matteo ha più volte testimoniato la sua storia, anche ad eventi di rilievo internazionale come il TechCrunch e il TED. Tra i riconoscimenti più importanti c’è anche la medaglia d’oro e il diploma d’onore del Premio Isimbardi conferitogli dalla Provincia di Milano.
A ottobre 2014 è previsto il lancio della versione internazionale di Egomnia che comprenderà una traduzione del portale in 3 lingue, una maggiore interazione con altri social network, una sezione dedicata ai Gruppi, una nuova piattaforma di advertising pensata appositamente per Egomnia, un potenziamento architetturale, un forte potenziamento SEO, un’ottimizzazione generale della piattaforma e la creazione di una nuova valuta virtuale per agevolare le aziende nei pagamenti per annunci, ricerche ed employer branding.
Il grande salto di qualità” questo è l’obiettivo che Achilli si è posto di fare prima del 2014. Le carte ci sono tutte. Soprattutto perché Egomnia sta per diventare una multinazionale, avendo già un investitore per il Brasile e diversi anche in Asia. Il tutto prima della fine dell’anno.
Sono molti i brand coinvolti da Matteo come “Account Gold” per la nuova versione del portale. Multinazionali da miliardi che grazie a questa nuova forma di contratto pagheranno Egomnia per servizi illimitati della piattaforma e assistenza diretta. Da ottobre tutti gli annunci di lavoro di alcune delle società più importanti del mondo saranno su egomnia.com.
Spero che l’Italia capisca che l’importanza data a un giovane ragazzo italiano come me dalla BBC sia un motivo d’orgoglio per il Paese e che possa rappresentare una vera e propria svolta – si augura Achilli -. Se i colossi dell’editoria iniziassero a parlare di più di quello che fanno i giovani italiani, l’immagine dell’Italia ne guadagnerebbe. Spero di non suscitare invidia nella comunità di startupper, ma anzi, spero di portare esternalità positive a tutti i giovani ragazzi in gamba che ci sono qui, nel nostro Paese. La BBC mi ha anche chiesto di suggerire altre storie di successo italiane e io non vedo l’ora di farlo!

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