La lettera/ Operazione ‘Mare Nostrum’, la riflessione di un lettore: in Sicilia “lo sbarco della salvezza”. E non è finita qua!

migrantiCome si sa nella nostra Sicilia, prima e dopo la nascita di Cristo, sono approdati, col preciso scopo espansionistico, tantissimi popoli, tra cui greci, spagnoli, arabi, ecc.
In seguito, in date relativamente recenti ma ancora vive nella nostra memoria storica ricordiamo:  “Lo sbarco dei Mille”, avvenuto nel lontano 11 maggio del 1860, con in testa Giuseppe Garibaldi che pose le basi per l’unità d’Italia;  “Lo sbarco degli Alleati”, accaduto in quella tragica notte tra il 9 e il 10 luglio del 1943 con l’obiettivo di liberarci dallo scempio di una guerra scellerata.
Oggi, com’è noto, subiamo il continuo sbarco di migranti che, gran parte, fuggono dai loro paesi in crisi e da guerre sanguinarie. Il loro 70%, secondo il Cir Consiglio italiano per i rifugiati, ha diritto a protezione e la nostra Italia, che è stata sempre tra i primi a partecipare alle azioni umanitarie, ha istituito l’operazione “Mare Nostrum”.  Fin qui nulla da obiettare. Le nostre navi militari stanno facendo miracoli per salvare tanta “povera gente” che diversamente andrebbe, come abbiamo visto, a morte sicura. E purtroppo, fra questi profughi ci sono sempre più donne e bambini. Il nostro animo, la nostra coscienza ci spinge fortemente ad accogliere queste persone senza speranza e senza futuro.
Nonostante tutti questi sacrifici degli italiani, l’OCSE, l’Organizzazione mondiale per lo sviluppo economico, anziché prendersela con l’Europa tutta, ci rimprovera di non essere in grado di gestire l’accoglienza dei profughi. Ossia afferma che le nostre Istituzioni non riescono a controllare il mercato del lavoro, lo sfruttamento, le attività in nero e inoltre, decine di migliaia d’immigrati regolari sono lasciate ancora in attesa di un permesso di soggiorno. Come dice il proverbio: “Oltre al danno la beffa”.
Secondo le stime del Viminale, dall’inizio dell’anno sono sbarcati quasi settanta mila profughi e per assisterli, dall’inizio di “Mare Nostrum”, abbiamo già speso 600 milioni.
Con questo ritmo entro il prossimo inverno si supererà quota 120 mila e il budget sfiorerà il miliardo di euro. Il ministero dell’Interno stanzia 30 euro al giorno per dare alloggio e vitto a ogni persona. L’ultima notizia ci dice che tre milioni di persone sono già pronti a partire dalla Libia verso le nostre coste e non dimentichiamoci altresì delle bombe che stanno scambiandosi Israele e la Palestina.
Ora, il perdurare di questa situazione favorisce in generale, le attività in nero, la mancanza di posti di lavoro, la povertà, la fuga degli italiani all’estero e “dulcis in fundo” un forte incremento dei crimini per la sopravvivenza. Cosa che, come abbiamo visto in questi giorni, scatenerà sempre più in Italia la guerra dei poveri.                                                                     Vogliamo un’Italia così? Vogliamo che in futuro la Sicilia diventi il corridoio principale attraverso il quale tutti i profughi, i rifugiati, i disoccupati, i delinquenti degli altri continenti possano arrivare all’Europa? Questo non è un problema solo italiano ma è soprattutto Europeo, fermiamolo mentre siamo in tempo.
La mia grande nonnina diceva spesso: “Per mandare avanti una famiglia è indispensabile che tutti i membri vadano d’accordo – e poi ancora-ricordati sempre di aiutare i bisognosi, finché puoi”.                                                                                                                                             Lo Stato e i cittadini, sono sicuramente una grande famiglia e noi italiani abbiamo dato tanto. Fino a quando riusciremo a tenere in piede il “Mare Nostrum”? E quando non ce la faremo più, le mamme, i bambini i e i profughi li lasceremo morire in mare? Se così fosse, allora la tragedia che si è consumata ultimamente nei nostri mari, non è servita a nulla?   Non possiamo attendere ancora, non c’è tempo per la demagogia, le parole non servono più, bisogna passare subito ai fatti. Gli Italiani vogliono fermamente che questo esodo verso l’Italia sia preso in mano e risolto dal Parlamento Europeo. Durante questo semestre alla presidenza europea, sarebbe bello vedere che tutti i politici, di qualunque colore, aiutassero il nostro attuale Presidente del Consiglio Matteo Renzi a risolvere con rapidità questo fondamentale problema di vita. Fatevi sentire unisono, forte e chiaro nel parlamento a Bruxelles e noi cittadini vi saremo sempre grati.

Giovanni Giudice

 

 

 

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