A Sesto sfrattata mamma senza lavoro con due bambini, interrogazione di Roberto Di Stefano (FI): l’amministrazione comunale non rispetta la convenzione sui diritti del fanciullo

di stefano febbraio MANIFESTORoberto Di Stefano, Capogruppo consiliare di Forza Italia a Sesto, ha presentato giovedì 3 luglio una Interrogazione al Sindaco, Monica Chittò, per chiarimenti sul mancato rispetto della “convenzione universale sui diritti dell’infanzia e dell’adolescenza”. Tutto questo a seguito di uno sfratto, avvenuto a Sesto lo scorso 19 giugno, ai danni di una mamma single e senza lavoro con due figli a carico, rispettivamente di due e un anno, e che – spiega Di Stefano (nella foto)-, dopo essersi rivolta all’Ufficio Osservatorio Casa, è stata collocata con la prole nel Residence comunale di via Benedetto Croce in una stanza priva di angolo cottura, frigorifero e lavatrice.
“La mia Interrogazione – spiega Di Stefano -potrà anche far sorridere qualcuno della maggioranza e della Giunta, ma se ci mettessimo nei panni della mamma e dei suoi due piccoli figli c’è ben poco da stare allegri, anzi. La situazione può essere inquadrata nel non rispetto della convenzione stipulata dall’ONU nel 1989 riguardo i diritti dell’infanzia e dell’adolescenza, un tema molto delicato e a cui dobbiamo prestare la massima attenzione. Cosa che il sindaco di Sesto non fa! La signora è costretta a preparare le pappe per i propri figli in una cucina comune che, nella maggior parte dei casi, vede altre persone occupare i fornelli e di conseguenza i bambini attendono, anche fino ad un’ora, prima di potersi sfamare. Non solo. Il frigorifero è in uso a ben 12 altre stanze del residence di via Benedetto Croce e quindi la mamma ha concrete difficoltà a sistemare il cibo dei figli in un apposito spazio. Infine i servizi igienici: sono tre i wc presenti al piano e questi vengono utilizzati dagli ospiti di tutte le altre stanze non permettendo alla mamma di provvedere alle esigenze primarie di pulizia dei piccoli. Ma c’è dell’altro, forse ancora più grave. I bambini, da quando sono all’interno della struttura, hanno iniziato a comportarsi in maniera violenta al punto che la pediatra ha consigliato alla madre di rivolgersi ad un neuropsichiatra. La sistemazione di questa sfortunata madre e dei suoi figli di tenera età – continua Di Stefano -, sono lo specchio di come l’Amministrazione comunale non provvede a tutelare le fasce deboli presenti sul territorio. E’ chiaro che il Residence non è l’ubicazione adeguata per una situazione del genere e mi domando per quale motivo si sia scelta una struttura che non abbia le giuste credenziali per ospitare una mamma e i suoi due piccoli bambini. Credo che il sindaco debba dare una risposta concreta a questa situazione e cercare una soluzione che possa donare serenità a questa famiglia con l’assegnazione in deroga di un appartamento comunale”.

 

 

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