Disagio infantile e adolescenziale, grande affluenza a Sesto al progetto di sostegno psico-pedagogico alle famiglie “Nello studio del pediatra”

progetto nello studio del pediatraDisagio infantile. Quante volte negli ultimi anni ci siamo imbattuti in questa espressione, confrontandoci con i genitori dei compagni di scuola dei nostri figli, con insegnanti, parenti o amici? Disturbi dell’apprendimento, ritardo del linguaggio e dello sviluppo motorio, problemi legati all’alimentazione, sindrome da deficit d’attenzione e iperattività, difficoltà relazionali, disturbi psicosomatici. Fenomeno reale o materia da dibattito televisivo? E i genitori come si comportano? Spesso non basta confrontarsi con le altre famiglie. E un aiuto da parte di uno specialista, anche solo per riconoscere una forma di disagio dei propri figli, può fare la differenza.
Viaggia in questa direzione il progetto “Nello studio del pediatra – sostegno psico-pedagogico alle famiglie per riconoscere e ostacolare il disagio infantile”, organizzato dall’associazione di promozione sociale Agape con i contributi della Fondazione Comunitaria Nord Milano in collaborazione con la psicologa Gessica Crugliano e le pediatre di Sesto San Giovanni Maria Teresa Rigazio, Maria Cristina Petecca e Alice Villa.
«Il progetto proposto sul territorio di Sesto San Giovanni – racconta la dottoressa Gessica Crugliano – intendeva proporre una collaborazione diagnostica e terapeutica tra le figure del pediatra e dello psicologo, fornendo alle famiglie coinvolte la possibilità di sperimentare modalità più efficaci per trattare le problematiche dell’età evolutiva, dimostrando quanto la salute fisica e quella psichica siano interdipendenti».
Circa cinquanta i genitori che da gennaio a maggio 2014 hanno avuto accesso al servizio e che, su consiglio della propria pediatra di base, si sono rivolti alla psicologa presente nello studio pediatrico un pomeriggio a settimana, disponibile gratuitamente per servizi di consulenza e sostegno psicologico rivolto a genitori con figli di età compresa tra 0 e 14 anni.
Ma in che modo funzionavano gli incontri settimanali? Nello studio del pediatra i colloqui rispondevano alla logica del counselling, quindi una forma di ascolto attivo del racconto dei genitori. «Punto di partenza di ogni primo incontro – spiega la dottoressa Crugliano – è stata l’effettuazione dell’anamnesi dei diversi casi attraverso la collaborazione dei genitori. Successivamente, con i bambini, sono state eseguite delle valutazioni di primo livello attraverso la somministrazione di test specifici alle diverse problematiche che hanno consentito di effettuare un inquadramento diagnostico».
Diversi i casi trattati: disturbi legati al cibo e al sonno, rielaborazione del lutto, disturbi dell’apprendimento, disturbi da deficit di attenzione e iperattività, problematiche relazionali, ansia e disturbi da tic, problematiche legate al contesto scolastico, ritardo mentale, ritardi linguistici e motori, disturbi comportamentali ed emotivi, problematiche palesatesi in seguito a separazioni e divorzi, masturbazioni in età evolutiva.
Dopo l’incontro iniziale, i genitori hanno avuto modo di avere un secondo colloquio di restituzione al termine del percorso valutativo e di poter scegliere autonomamente il successivo trattamento da seguire. Ma non solo, nei casi relativi a difficoltà in ambito scolastico, la psicologa si è resa disponibile anche ad incontrare le insegnanti di riferimento recandosi direttamente nei diversi istituti scolastici di Sesto San Giovanni. «Del resto – sottolinea la dottoressa Crugliano – per meglio affrontare le problematiche legate all’infanzia e all’adolescenza è necessario conoscere bene i diversi contesti di vita del bambino e favorire un lavoro di rete condivisa tra i diversi professionisti che si occupano dell’età evolutiva».
Un lavoro di rete nel quale un ruolo fondamentale è ricoperto anche dai genitori e dalla loro capacità di lasciarsi “guidare” e chiedere sostegno. Sono state mai riscontrate, nelle varie fasi del progetto, forme di reticenza da parte delle famiglie in previsione di un incontro con la figura dello psicologo?
«Forse fino a qualche anno fa era così – dichiara la dottoressa Rigazio, la pediatra che un pomeriggio a settimana, ha messo a disposizione della psicologa lo studio di via Cavallotti, contribuendo a favorire il momento di incontro genitori-psicologo -. A parer mio, negli ultimi anni questo tipo di atteggiamento è meno evidente». Sulla stessa linea di pensiero anche la collega pediatra Alice Villa: «Non ho mai percepito alcun tipo di reticenza. Al contrario, nel corso del percorso ho sempre riscontrato grande sensibilità e attenzione da parte dei genitori».
«Anche perché – precisa la dottoressa Rigazio -, come ho avuto modo di constatare dall’esperienza di questi mesi con il progetto “Nello studio del pediatra”, un fattore che tranquillizza e rende sereno il genitore è il modo di “indirizzare”. Mi spiego meglio: indirizzare il bambino in una struttura grande può magari intimorirlo maggiormente, al contrario proporgli un ambiente raccolto e a lui familiare, come lo studio del suo pediatra, può aiutarlo a sentirsi più sereno, protetto».
Serenità, protezione: sostantivi che più volte avrete incontrato in queste righe e che traspaiono anche dai racconti delle professioniste coinvolte nel progetto. «Posso affermare, anche dal riscontro avuto con i pazienti – sottolinea la dottoressa Rigazio -, che si è trattato di una esperienza estremamente positiva. C’è stata una fattiva collaborazione tra tutti i soggetti coinvolti: dall’associazione Agape alla psicologa che ha lavorato molto e bene, con professionalità e profonda sensibilità».
L’ottimo riconoscimento del progetto sul territorio è inoltre testimoniato dal fatto che anche i genitori con pediatri di base che non vi hanno preso parte, hanno richiesto e ottenuto un sostegno psicologico.
Alla prima edizione del progetto realizzato dall’associazione Agape presieduta da Monica Bottillo, con il contributo della Fondazione Comunitaria Nord Milano,  hanno partecipato cinquanta genitori di Sesto San Giovanni, una buona base di partenza a dimostrazione concreta di quanto sia importante per le famiglie la possibilità di poter essere sostenute e guidate nelle varie problematiche che possono insorgere nell’età evolutiva. Ed ora cosa succederà? Tutto questo lavoro potrà in qualche modo proseguire?
«Era nostra intenzione e delle pediatre – ammette la dottoressa Crugliano – cercare nuovi finanziamenti per poter proseguire il progetto ma non trovando i fondi abbiamo deciso di rimanere sempre in contatto e offrire la prima consulenza psicologica per i genitori gratuitamente».

 di Francesca Paciulli

Circa specchiosesto

Controlla Anche

Sanità, Regione avvia screening per tumore prostata e polmoni

In Lombardia nel 2024 saranno attivati specifici programmi di screening per i tumori alla prostata …

Lascia un commento