Riforma Catasto, grande interesse per il convegno organizzato da Assoedilizia

convegno riforma catastoGrande interesse, lo scorso 29 aprile a Milano, per il convegno organizzato da Assoedilizia sul tema della riforma del catasto. Le sale di via Meravigli, sede di Assoedilizia, erano stracolme e la partecipazione si deve, sia al fatto che il convegno è uno dei primi su questo tema in Italia, sia alla preoccupazione per come la riforma si tradurrà nella pratica: “La filosofia dichiarata della riforma – ha detto Achille Colombo Clerici, presidente di Assoedilizia (nella foto in un momento del convegno) – è quella di eliminare sperequazioni e storture nella tassazione sugli immobili. La preoccupazione è che la riforma, della quale non si conoscono esattamente i contorni dei contenuti, possa causare incertezza nel trattamento fiscale degli immobili scoraggiando gli investimenti. L’incertezza è nemica della fiducia che genera investimenti”.
Un aspetto che desta preoccupazione, nella legge che conferisce al governo la delega per riformare il Catasto (n. 23, dell’11 marzo), è la “invarianza del gettito”. “Ai proprietari di immobili – commenta Colombo Clerici – una generica invarianza del gettito non interessa. Interessa l’invarianza del prelievo cui saranno sottoposti. Noi sosteniamo che dovrebbe essere introdotta una norma che mette al riparo la proprietà da escalations fiscali”.
Se il mercato immobiliare, come è stato notato, tiene a Milano e Roma, altrove la crisi si avverte in misura maggiore. In generale è stato auspicato un maggior coinvolgimento delle associazioni di categoria da parte del governo per delineare i contenuti di una riforma tanto necessaria quanto impegnativa per la complessità e la vastità delle situazioni che devono essere normate, in altre parole le variabili che determinano le classificazione delle case e la conseguente tassazione.
Antonio Iovine, esperto in materia catastale ed estimo de “Il Sole 24 Ore” ed ex dirigente del Catasto, ha spiegato che la “maggiore criticità sta nel grande numero di unità immobiliari da trattare, cioè 63 milioni. Di conseguenza, la difficoltà starà soprattutto nel tradurre in pratica il modello”. Si è inoltre auspicato che le commissioni tributarie, gli organi giudiziari preposti a giudicare sui contenziosi tra i proprietari e l’amministrazione pubblica, vengano dotate di una sezione speciale in materia di immobili con competenze ad hoc.
Al convegno, moderato dal giornalista del Sole-24 Ore Saverio Fossati, hanno partecipato, anche Ugo Friedmann, del collegio notarile di Milano, Antonio Piccolo e Massimo De Angelis, di Assoedilizia, Cristiano Cremoli e Paolo Radice presidente e segretario generale del collegio dei geometri della provincia di Milano e Mirco Mion, presidente di Agefis Associazione nazionale dei geometri fiscalisti.
Dopo gli interventi dei relatori è stato dato il via a un workshop con il quale sono stati affrontate nello specifico le potenziali conseguenze della riforma.
“Si vuole dare una bastonata sulla nuca a un moribondo – ha puntualizzato durante il workshop Federico Oriana, ad Aspesi -, ad un Paese dove  tra il 2012 e il 2013 la fiscalità immobiliare è salita – per colpa di tanti – del 60% divenendo non solo la più alta in Europa dietro alla Francia (che però ha una ben diversa efficienza di sistema ed eroga ben diversi servizi a chi dispone di immobili, facendoli pagare a tutti!), ma la più alta del mondo! Un ulteriore aumento, provocato dall’innalzamento dei valori catastali, sarebbe un vero disastro”.

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