Consultazioni, a cosa serve la diretta in streaming?

grillrenziA noi non interessa se ha vinto il presidente del Consiglio incaricato, Matteo Renzi, con il suo: “esci da questo blog” o se ha vinto Beppe Grillo con il suo: “io non sono democratico con voi”. Il fatto che il dibattito si sia ridotto a questo ci fa capire quanto sia stato inutile, proprio in relazione all’obiettivo che si proponeva, cioè la trasparenza. In un Paese in perenne campagna elettorale lo streaming diventa soltanto una facile occasione di comizio e di propaganda. La presenza della telecamera fa sì che i due interlocutori invece di parlarsi tra di loro parlino, in diretta TV, ognuno ai propri sostenitori trasformando il dialogo in uno show. Del resto, è stato proprio uno spettacolo quello che si è visto nei minuti concitati di Grillo davanti a un Renzi che provava a spiegarsi, tra una battuta e l’altra. Il copione è il solito: l’atteggiamento di sfida, le due squadre schierate di qua e di là del tavolo, il richiamo alla votazione on line per decidere. L’uno che vuole mandare un determinato messaggio e l’altro che si prepara in un altro modo e vuole mandare un altro determinato messaggio.
No, così non serve, non serve alla trasparenza, non serve al dialogo tra forze politiche contrapposte, non serve a capire. Per la propaganda abbiamo già i dibattiti, i comizi, i blog. Possiamo tranquillamente fare a meno della retorica dello streaming.

Ciemme

 

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