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Moschea, Sesto nel Cuore: ennesima occasione persa per fare integrazione vera e per far crescere la città. Costruiamo una Moschea piccola ma bella al servizio dell’Expo

caponi sindacoNei giorni delle Feste Natalizie il nostro Sindaco Monica Chittò ha sottoscritto con la Comunità Islamica di Sesto San Giovanni un accordo per la costruzione della nuova moschea. La lista Civica Sesto nel Cuore non è contraria alla Moschea a Sesto San Giovanni. Siamo stati i primi a dichiarare, a costo di sembrare impopolari, che Sesto San Giovanni deve consentire luoghi di incontro e di preghiera per tutte le confessioni religiose. Siamo contrari al metodo e al risultato di questa scelta che conferma l’incapacità di amministrare in modo dignitoso la nostra città. Il sottoscrivere e rendere pubblico questo accordo tra Natale e capodanno, quando i sestesi sono distratti e le istituzioni, gli uffici, i giornali sono fermi per le vacanze, è stata una scorrettezza politica. Obiettivo chiaro è stato quello di nascondere una scelta pessima e discutibile. Aldilà del deprecabile tentativo di insabbiamento della questione, sono tanti i motivi di merito che ci vedono contrari. A cominciare dalla collocazione, in una zona di estrema periferia che indica la volontà di nascondere e ghettizzare la comunità musulmana. Altro che “accogliere in modo civile”, come vorrebbe far credere il Sindaco. Li hanno relegati tra i campi nomadi, accanto alla ferrovia e all’autostrada. E’ pessimo atto politico, un esempio di emarginazione e soprattutto un esempio di come non va amministrata una città del valore di Sesto San Giovanni. Per proseguire con la scelta di realizzare un unico grande luogo di preghiera che, secondo i primi calcoli, potrà accogliere oltre 1.000 persone a pregare, forse anche il doppio. Non esiste nemmeno una chiesa Cattolica in città in grado di contenere così tante persone. Una Giunta attenta e previdente, avrebbe scelto di realizzare più di un luogo di preghiera in città, con dimensioni ridotte, per rendere questi servizi di culto più equilibrati e più integrati con il territorio. Infine, ci rifacciamo ad una nostra proposta di almeno 2 anni fa: Se la Moschea si deve costruire, allora che sia costruita bella, un’opera d’arte. “Non ha senso costruire un capannone che assomiglia vagamente a una Moschea, per paura che lo sia” dichiarano Gianpaolo Caponi, Angela Tittaferrante e Piero Pavan, consiglieri della Lista Civica Sesto nel Cuore – E’ la solita ipocrisia di una sinistra che non ha il coraggio di scegliere. Si sarebbe dovuto chiamare il miglior architetto e realizzare un’opera d’arte. Una Moschea piccola ma bella, affinché anche i turisti milanesi potessero venire a Sesto San Giovanni per ammirarla e pregare al suo interno. Questo, a nostro avviso si chiama integrazione e civiltà, non gli imbrogli per tirare a campare perdendo meno voti possibile”. “Siamo ancora in tempo” concludono i consiglieri della lista civica “costruiamo una Moschea piccola ma bella al servizio dell’Expo, quando migliaia di musulmani saranno a Milano per turismo e non avranno un luogo nel quale pregare”.

Gianpaolo Caponi (Capogruppo)
Angela Tittaferrante
Pierantonio Pavan
Lista Civica Sesto Nel Cuore

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